INUTILE PENSARE CHE SIANO TUTTE ROSE E FIORI.. CAPITO?

 

Questioni preliminari.. Queste sconosciute..

Il sottotitolo del presente post avrebbe dovuto essere “Dovere di competenza, Questo sconosciuto - Parte 2” dato che siamo sempre a parlare di colleghi che vanno ad avventurarsi fuori dai loro comuni ed usuali ambiti professionali, con esiti quantomeno discutibili.

Premessa di diritto: l’articolo 491 c.p.p. dispone che determinate questioni preliminari vadano proposte, pena preclusione, subito dopo compiuto per la prima volta l’accertamento della costituzione delle parti (e quindi immediatamente prima dell’apertura del dibattimento, che non per niente è disciplinata dal successivo art. 492 c.p.p.)

Premessa di fatto: udienza davanti al G.d.P. in cui il procedimento era chiamato per ascoltare un testimone e discussione finale (il testimone era presente ed è stato regolarmente ascoltato prima di arrivare alla dichiarazione di chiusura del dibattimento e proseguire con la discussione).

Appena sentito il testimone di chiusura, il collega che difendeva l’imputato si alza in tutto il suo splendore derivato dalla lucente toga di alta sartoria che indossava e pronuncia le seguenti parole: “Illustrissimo signor Giudice, prima di procedere alla chiusura del celebrato dibattimento ed eseguire le discussioni, avrei delle questioni PRELIMINARI da avanzare”. COSAAAAAAAAAAAAAAAA?

All’udire tali parole io, tra lo sbalordito e lo spaesato,mi permettevo di sottolineare come quella non fosse ormai più la sede per discutere tali questioni, essendo ormai precluse (come detto sopra). Al che il collega, eccellente civilista, si gira verso di me e con tono assai arrogante e saccente mi dice: “Collega, documentati meglio.. le questioni preliminari si possono trattare in ogni stato e grado del procedimento e comunque prima della discussione finale.. Ecco perché si chiamano preliminari, perché sono preliminari alla discussione”. MI STAI PRENDENDO PER IL CULO, VERO?

A quel punto, dato che io avevo cercato in tutti i modi di non dargli dell’incompetente (e pure un pochino stronzo, dato che mi aveva attaccato in malo modo) mi rivolgevo a lui chiedendogli cortesemente di prendere in mano un codice di procedura e dare un’occhiata all’articolo 491 c.p.p. per dirmi, secondo lui, a cosa si stesse riferendo in quella sede il codice quando parla di “questioni preliminari”. Non ci crederete, ma lui ha avuto il coraggio di indicarmi con la mano e dirmi: “Non vorrai mica insegnare a me la procedura, vero giovane collega?”. MI STAI DI NUOVO PRENDENDO PER IL CULO? SIAMO SU UNA CAZZO DI CANDID-CAMERA OGGI?

“No, collega esperto in diritto civile.. Non mi permetterei mai di insegnare a lei la procedura penale.. Le sto solo consigliando di dare un’occhiata all’articolo che le ho appena indicato.. Io di certo sono molto meno preparato di lei, non lo metto in dubbio.. Ma sicuramente oggi sono stato in grado di leggere quelle poche righe in maniera tale da notare come lei stia dicendo una palese c*****a.. Le consiglio, almeno per la prossima volta, di leggere bene il codice prima di rivolgersi in maniera così arrogante ad un collega, giovane o vecchio che sia.. Non per altro, ma si ricordi che le figure di m***a sono sempre dietro l’angolo”.

Al che il collega civilista borbottava qualcosa, e grazie a Dio il Giudice, con tutta la calma del mondo ed uno strano sogghigno, chiudeva il dibattimento e ci invitava a procedere oltre.. Ma la domanda resta sempre la stessa.. Ma noi avvocati non abbiamo un obbligo di competenza disciplinato dal nostro Codice Deontologico?

La sua Soddisfazione è il Nostro Miglior Premio (COL CAZZO)

Non capisco proprio che problema abbia la Gente.. non è possibile essere maleducati e stronzi direttamente alle 08:53 di mattina.. eppure qualcuno evidentemente i problemi li ha, perché anche questa mattina ho seriamente rischiato di saltare alla giugulare della signora allo sportello..

Premessa: avevo un’estrema urgenza di recuperare un verbale di una passata udienza da depositare entro la mattina in un altro Tribunale a circa 80 km da dove mi trovavo.. erano le ore 08:53 in punto e pur avendo letto che la cancelleria del Tribunale apriva (come di consueto) alle 09:00 mi permettevo di bussare comunque nella speranza che chi si trovava all’interno avrebbe capito la mia urgenza e mi avrebbe dato una mano.. se fossimo su Twitter adesso dovrei scriverci un bel #EINVECE

Appena entrato la “signora” mi guarda con schifo malcelato e subito mi ricorda come la cancelleria avrebbe aperto al pubblico solamente SETTE minuti dopo e mi invitava gentilmente a levarmi dai coglioni.. io con voce affabile e fare gentile cerco di spiegarle il motivo di tale mia indebita invasione ma lei di tutta risposta mi ricorda l’orario di apertura e mi anticipa che comunque non avrebbe potuto darmi una mano perché lei le fotocopie le fa solo il sabato (e quindi fanculo la mia urgenza). Nella speranza di evitare subito l’attacco alla giugulare della malcapitata, esco con la coda tra le gambe e attendo quei preziosissimi SEI minuti per rientrare e chiedere quanto mi interessava.

Allo scoccare delle 09:00 e atteso il termine delle campane a giubilo, faccio capolino e rinnovo la mia gentile e pacata richiesta: la “signora” mi ripete che a lei della ma urgenza “le rimbalza” e che quindi mi sarei dovuto arrangiare.. grazie al cielo nella stanza c’era un’altra signora che, vista la mia faccia (e notato lo spuntare dei canini assetati di sangue, lo spuntare delle corna, il colorito sempre più rosso della pelle, il virare verso il giallo e nero degli occhi e il forcone nella mano), decideva di intervenire e anche troppo gentilmente esaudiva la mia legittima richiesta e mi consegnava numero UNO pagine fotocopiate con mia gioia (anche per il rientrare alla base di canini, corna e forcone).

Ma io mi chiedo.. ti spiego il motivo dell’urgenza, sai benissimo che è mio diritto ottenere copia urgente di un atto pagando le relative marche da bollo, l’atto in questione è costituito da una singola pagina (quindi quanto tempo potrai perdere a fotocopiarlo?) eppure ti comporti comunque da stronza? La gente ha seriamente dei problemi..

Alla ricerca dell'avvocato perfetto (ci sarà?)

Girovagando qui a là sulla Rete mi sono imbattuto su questo post del blog di un collega modenese, l’avv. Tiziano Solignani, che mi ha fatto riflettere sul modo in cui i clienti vedono gli avvocati.. e viceversa..

E’ davvero un bel post e merita una bella lettura.. ve lo consiglio vivamente!

Civilisti e Domiciliazioni

Scegliere un domiciliatario per una causa fuori del proprio Foro di competenza è un vero terno al lotto se non si conosce qualcuno (sul posto) così gentile da indicarti un buon collega, non carissimo, e soprattutto non figlio di puttana…

Io nel corso degli anni ho elaborato una teoria di scelta basata su tre principi fondamentali: 1) il sesso del domiciliatario, non nel senso di porcaggine ma nel senso di maschio e/o femmina; 2) la data di nascita; 3) la posizione del suo Studio.

Parliamo del punto n. 1) per iniziare: io scelgo sempre (o quasi sempre) domiciliatari donne… non siate arrabbiati con me, cari colleghi uomini, vi prego… è che statisticamente le colleghe donne sono molto più accurate e precise nello svolgere quelle operazioni minuziose di gestione materiale della pratica che, poi, sono il succo vero e proprio della domiciliazione.

Ma veniamo al punto 2) che è altrettanto importante: il mio domiciliatario deve essere rigorosamente nato dopo il 1975 (mio anno di nascita) e deve possibilmente essere il più giovane possibile… questo perché provo sempre un perverso piacere nel poter dare una mano (nel senso di far piovere dal cielo qualche soldo inatteso) a chi è alle prime armi, privilegiandolo rispetto a chi i soldi, forse, dovrebbe già averli.

Per ultimo il punto 3) che è forse il più importante di tutti: lo Studio del domiciliatario deve essere posizionato in maniera tale da poter raggiungere a piedi il Tribunale di interesse per la domiciliazione… questo perché in caso di urgenza dell’ultimo minuto, si può sempre contare nell’allungo finale del collega domiciliatario che in poco meno di cinque minuti di orologio può correre in Tribunale a depositare l’atto in scadenza o a verificare i documenti dell’ultimo minuto.

Credetemi, questo sistema è infallibile… vi consiglio vivamente di fare come me la prossima volta che vi troverete nelle necessità di trovare un domiciliatario su un Tribunale sconosciuto… e se vi trovaste nel bisogno di avere una domiciliazione qui sul Tribunale della Spezia, beh… non potrete scegliere me, dato che non rispondo ai requisiti di cui al punto n. 1) anche se mi difendo bene sul 2) e soprattutto sul 3)

P.S. : devo fare una doverosissima precisazione.. questo magistrale metodo di selezione del domiciliatario perfetto è stato ideato nelle sue linee guida principali dalla maestra del diritto civile, la preg.ma @Karakallina (chiedete su Twitter, la troverete là) :D

Badilate nella (o sulla) FACCIA

Lo scenario è quello classico che un qualsiasi avvocato deve affrontare ogni mattina.. una torrida mattinata di udienza in pieno luglio, con le aule dove funziona una finta aria condizionata e uno stuolo infinito di colleghi che si lamentano di come le ferie non siano ancora arrivate (e di ogni altra cosa di cui possano lamentarsi).

Io me ne sto seduto sulla mia sedia argutamente conquistata arrivando dieci minuti prima dell’ora X di apertura dei gabbioni e mi leggo in santa pace la mia timeline di Twitter, quando noto entrare dalla porta il collega che difende la coimputata del mio assistito; lo conosco, non è un estraneo (e poi qui, in fondo, ci conosciamo tutti) e quindi faccio un sorriso e un gesto con la mano.

RISULTATO del mio sforzo: NON MI CAGA NEMMENO DI STRISCIO. Mi dico, ma figurati, non mi avrà visto. E quindi me ne rimango sulla mia sedia a farmi abbondantemente i cazzi miei e a leggere alternativamente Twitter e Guida al Diritto.

Arriva finalmente (dopo un’ora e mezzo) il momento in cui il Giudice decide di chiamare il mio fascicolo.. e sia io che il collega ci alziamo dalle rispettive sedute e ci avviciniamo al bancone principale: “ciao XXXXX” faccio io sempre col solito sorriso.. e lui cosa fa? Si siede e non mi caga nemmeno di striscio.. dafuq?

La scenetta alla Benny Hill prosegue anche a fine trattazione fascicolo, con io che rimango lì come un baccalà all’ennesima pesciata in faccia del mancato saluto.. e mi chiedo: ma che cazzo?

Ma chi minchiazza ti credi di essere? Il principe (di sto cazzo) del Foro? Il figlio (della puttana) della Gallina Bianca? No, perché mi risulta di essere avvocato tanto quanto te, porco il clero.. e quindi? Io questa gente la prenderei a badilate forti sulla faccia.

Sì, perché la cortesia fra colleghi (specie tra quei pochi penalisti standard e costanti fra cui ci troviamo sempre in aula) è una cosa dovuta, quantomeno nelle forme minime di rispetto e gentilezza. Magari nulla di più di un saluto, non posso importi di esserti simpatico. Ma un saluto, cazzo. Mettiamola così: o un saluto, o una badilata di merda in faccia.

… e poi c’è il cliente che

ti chiede l’impossibile, l’irrealizzabile, l’inconcepibile.. ti chiede di fare una cosa che non è proprio prevista nella vigente procedura penale (e dubito sia e/o sia mai stato possibile in qualunque ordinamento giuridico mondiale).

Tu provi tranquillamente a spiegargli che non è possibile, che non esiste (quantomeno) in Italia una possibilità quale quella richiesta dallo sventurato cliente decerebrato.. ma lui insiste, ti conferma che suo CUGGGGGGGGINO lo ha fatto è che è stato un successone, che l’avvocato di suo CUGGGGGGGGINO è uno in gamba che sa fare il suo lavoro e quindi c’è riuscito (e sotto leggi la velata polemica e la velata insinuazione che io sia a* un avvocato di merda e b* una testa di cazzo).

E allora tu provi a fargli capire che non è vero, che forse ha capito male, che forse intendeva la diversa (e possibile) procedura prevista dal Codice.. ma lui NO.. lui insiste.. e alla fine ti strappa dalla bocca le parole che non vorresti mai dire.. “FORSE ALLORA E’ MEGLIO CHE VADA DALL’AVVOCATO DI SUO CUGGGGGGGGINO”.

E sapete qual’è la cosa che più mi fa schifo in tutto ciò? E’ il fatto che l’avvocato di suo CUGGGGGGGGINO gli dirà che è possibile, che si può fare.. e poi non lo farà o lo farà male.. e gli accamperà scuse su come i Giudici siano incompetenti e/o corrotti e di come lui abbia fatto del suo meglio e di come stavolta il cliente sia stato solo sfortunato.. e il cliente (ignorante) se la berrà e il collega DISONESTO si sarà guadagnato un cliente che io, avvocato ONESTO mi sono perso..

Che schifo di mondo..

… e IO PAGO

Sono arrivate, le temutissime buste contenenti i bollettini di pagamento delle quote annuali da versare nelle casse della CASSA FORENSE sono arrivate. All’interno una lettera di saluto e spiegazione della grandissima inculata che stai per prendere e quattro bei moduli MAV precompilati con cui effettuare i pagamenti alle scadenze prefissate..

Per ragioni di privacy e paramento di culo, non vi dirò l’esatto ammontare delle mie entrate lorde per il 2011, ma vi basti sapere che rientravo a tutti gli effetti all’interno del vecchio (e ormai ingiustamente defunto) “forfettone” e che, quindi, non sforavo in alcuno modo oltre la soglia psicologica dei 30.000,00 euro all’anno di ricavi LORDI (a cui quindi andranno tolte tutte le spese di gestione dello Studio (affitto, bollette, spese di cancelleria, aggiornamenti, libri, computer e tutto il resto) oltre alle beneamate TASSE con l’aliquota fissa al 20% del ricavato.

Orbene, facciamo due conti: le TASSE mi costavano il 20% del ricavato (da quest’anno saliranno fino a quasi raddoppiare nonostante il mio reddito non possa in alcun modo raddoppiare) - la CASSA FORENSE mi ha appena recapitato bollettini di pagamento per l’ammontare complessivo di euro 3.400,00 (quindi più del 10% del mio ricavato) - le spese di solo affitto mi costavano esattamente quanto la Cassa Forense (quindi un altro 15% del ricavato) e le altre spese sono più o meno sulla stessa lunghezza d’onda (per un altro generosissimo 15% del mio ricavato).

Totale: il 60% circa del mio ricavato se ne va in tasse, contributi e spese di gestione.. lasciandomi in mano il “ben di Dio” del 40% per vivere.. adesso ditemi, noi avvocati (almeno quelli giovani fino ai 40 anni) vi sembriamo ancora una casta che tende a difendere i propri interessi? Oppure siamo solamente l’ennesima “ultima ruota del carro” che viene trattata a pesci in faccia da chi governa e indifesa dai propri rappresentanti di categoria, ciechi di fronte ai bisogni reali dell’Avvocatura e più occupati a farsi seghe mentali su questioni di cui non frega più nulla a nessuno?

Sì, perché delle liberalizzazioni, delle tariffe, dei preventivi e di tutte le altre cazzate per cui il Gotha dell’avvocatura sta protestando, a noi giovani avvocati non ce ne può fregare di meno.. vorremmo essere tutelati nelle cose serie, nella gestione quotidiana della nostra attività, nelle certezze di un futuro quando saremo vecchi nella speranza che questi 3.500 euro all’anno andranno nella nostra pensione e non in fumo.. ma di questo, agli avvocati che si spartiscono il potere, NON GLIENE FREGA UN BENEAMATO CAZZO..

E IO PAGO..

Ci siamo.. partono i temuti PREVENTIVI..

Dalla mezzanotte di oggi è in vigore il bellissimo e tanto atteso decretone che finalmente (almeno a detta di molti) stabilisce l’obbligo di preventivo scritto e definito qualora un cliente lo richieda specificamente. Non sto qui a discutere di questioni politiche, di chi ci guadagni o meno, di chi abbia avuto interesse a far approvare questa norma che poco sa di liberalizzazione e molto sa di deregolamentazione, ma preferisco dirvi in concreto cosa cambierà.

NULLA

Mettetevi l’anima in pace voi clienti e mettetevi l’anima in pace voi colleghi.. questa norma, per come è strutturata e concepita, non cambierà assolutamente nulla di quello che già succede nella quotidianità del nostro lavoro..

Che sia stata quindi una propaganda politica per far credere al (Bel)Paese che ci si sta muovendo nella direzione giusta (?) per la ricrescita o che questo aborto sia il frutto delle pressioni di una (lobby) che non esiste, non cambierà assolutamente nulla e quindi ognuno continuerà a fare quello che faceva prima, con la libertà di scrivere compensi ed onorari a cazzo campana senza più un tariffario di riferimento da prendere quale misura della legittimità o meno delle richieste dell’avvocato.

Sarete contenti adesso, voi che chiedevate una rivoluzione del mercato delle libere professioni, vero? MA ANDATE TUTTI A CAGARE, l’ennesima presa per il culo..

(Fonte: leggioggi.it)

Sempre sulle liberalizzazioni (o presunte tali)

Ieri sera ho letto un tweet di una persona che seguo.. in quel tweet ho letto riassunto tutto quello che effettivamente di marcio si cela dietro le “liberalizzazioni” in programma sull’agenda di Governo (?)

Copio ed incollo e cito la fonte.. a voi, poi, ogni valutazione.

Ma un giorno agli italiani lo si dirà che quelle che si è in procinto di varare sono quasi tutte deregolamentazioni e non liberalizzazioni?” @Camelotdestra

(Fonte: twitter.com)